workinprogress from the project Strangeness

fragmented half images linger in my mind, just under the surface … a line in a book, a rhyme in a song. A juxtaposition out of the corner of the eye pulls it up … into the light …  like a printed image in the dim red light in the darkroom appears out of the dark liquid in the developer tray …

with the novel from Salman Rushdie: The Enchantress of Florence”

Happy New Year 2017

… my wish: to never stop finding the magic in daily life 😉

A magic dwells in each beginning,
protecting us, telling us how to live.

Hermann Hesse – Steps – Stufen

progetto Habitat – 10 – Presenze Animali – James Hillman – animals

Introduzione del libro di James Hillman: “Presenze animali (Adelphi 2016)”. “Perché vengono?  Chi sono gli animali che compaiano nei nostri sogni, e perché vengono a noi, proprio a noi che abbiamo trascorso gli ultimi due secoli a sterminarli regolarmente, a un ritmo sempre più rapido, senza pietà, specie per specie, in ogni parte del mondo? ” 27 gennaio 1991

James Hillman – Presenze animali – sogni

From the book of James Hillman: “The Animal Kingdom in the Human Dream”. “Why do they come? Who are the animals that appear in our dreams, and why do they come to us, just to us who have spent the last two centuries to exterminate them regularly at an increasingly rapid pace, without mercy, species by species, in every part of the world?

progetto Habitat – 09 – backstage – slideshow

Ho fatto uno slideshow del backstage, una bozza, una prova, per avere un’ idea di come  si possa realizzare un video che racconta il percorso creativo. Ci vorrà una postproduzione professionale, audio con musica e/o voce che commenta.

watch the video on Vimeo

Oggi ho selezionato le foto per il video ed era un strana sensazione di scorrere le immagini delle ultime settimane – la fase dello brainstorming. Vietato vietare – e anche vietato di autocensurarmi. Via libera al gioco senza limiti. Dopo ci sarà il momento per valutare, scartare, selezionare, condensare e perfezionare.

Qualcuno ha detto:

” Bisogna tornare bambini, ma bambini dentro un adulto per poter accedere al momento creativo”

I made a slideshow of backstage footage, a draft, a test, to have an idea of how you can make a video that takes about the creative path. It will need a professional post-production, audio with music and / or voice comments. Watch the video on Vimeo   https://vimeo.com/196970313

Selecting the photos for the video it was a strange feeling to scroll through the images of the last few weeks – the phase of brainstorming. It is forbidden to forbid – and also banned is any form of self censorship. On the other hand, green light to play mode without limits. Later there will be time to evaluate, reject, select, condense and refine.

Someone said:

“We need to return children, but children inside an adult

to access the creative moment “

progetto Habitat – 08 – occhi nuovi – fresh eyes

Sto facendo delle prove, uso foto del mio archivio come sfondo, sia in bianco e nero che a colori. Per ora sono nati tre tipi di collage:

Scene con foto di posti e culture lontane.

Scene di strada delle grandi capitali.

Scene quotidiane, intimiste con area surreale.

È arrivato il momento di far fare delle piccole stampe per poter valutare lo stato delle cose. Mi ci vorrà una distanza, sia temporanea che spaziale. Le vorrei tenere in mano e guardare con occhi nuovi. Vedremo dove mi portano le prossime giornate.

Marabu in Berlin – Progetto Habitat
scottish blackface sheep

I’m experimenting, using photos of my archive as a background, both black and white and color. For now I get three types of collage:

Scenes with pictures of faraway places and cultures.

Street scenes of big cities.

Everyday scenes, intimate and with a surreal atmosphere.

It’s time to make some small prints to assess the state of things. It will take a distance, both in time and space. I would like to hold the images in my hand and take a fresh look. We’ll see where they get me in the next days.

progetto Habitat – 07 – libri in valigia – books

Nella valigia ho tanti libri di autori che mi affiancano nel viaggio. Citerò libri che accompagnano la mia ricerca, film, blog, artisti correlati. Alcuni nomi: James Hillman, Joseph Campbell, Richard David Precht ( filosofo animalista tedesco, ultimo libro “Animali pensano”) John Berger, Mark Twain, Aldous Huxley, Konrad Lorenz. Via via porterò spunti  e citazioni che mi riguardano.

In the suitcase I have many books by authors who join me on my journey. I will quote books which accompany my research, movies, blogs, related artists. Some names: James Hillman, Joseph Campbell, Richard David Precht (German animal rights philosopher latest book “Animals think”) John Berger (“Why Look at Animals?”), Mark Twain, Aldous Huxley, Konrad Lorenz. Gradually I will quote ideas that concern me and the project.   

progetto Habitat – 03 – animali Schleich e altri sopravvissuti – animals

Per il lavoro” Melting Pot” http://www.fotokorth.de/work/melting-pot/  cercavo animali da inserire in collage con contesto industriale. In una ricerca internet mi imbattevo nella serie di “Schleich”, non ci avevo fatto caso, ma i miei tre prediletti – al Okapi si aggiungeva uno Zebra e infine un Lupo – fanno parte di questa grande famiglia di figurine tedesche. Mi si apriva un mondo da esplorare.

eisbaer – orso polare – polar bear

Vedo foto publicate per vendere online i giocattoli dei figli cresciuti. Mi fanno sorridere i scatti sul tavolo da pranzo, sul parquet e sul divano. Ci sono foto fatti da collezionisti perfettamente ambientate nella natura. Altri optano per fondi monocromatici e offrono tre prospettive. Trovo scatti dell’ animale steso sulla schiena che mostrano il marchio sotto la pancia. Mi sembrano allusioni scioccanti al rischio di estinzione di tante specie. Affino l’occhio e vado alla ricerca di scatti di qualità, con buona luce e risoluzione. Alcuni mi fanno scoppiare dal ridere per la postura involontariamente buffa. Nasce l’idea di creare lavori che fanno sorridere al primo impatto e poi magari suscitano una riflessione sul ruolo complesso e ambiguo che gli animali giocano oggi nella nostra società. Un esempio di questo vasto campo, è un pensiero di Richard David Precht: “Alcuni conigli hanno la fortuna di vivere sotto il tavolo e di morire di morte naturale – incluso lacrime e la tomba in giardino, altri hanno la sfortuna di finire nel nostro piatto”.

Via via vedo di più, mi innamoro degli animali con un’ aria  vissuta, graffiati e scoloriti. Nel gergo delle asta si chiamano: bespielt e replica. Acquistano unicità, sono più vitali di quelli nuovi, perfetti con la linea dello stampo sotto il ventre. Possono avere espressioni sofferenti, fieri, involontariamente comici – sono i sopravvissuti. Cerco di acquistarne alcuni. Le cerco proprio con il criterio ”bespielt” – giocato, a volte costano meno, a differenza di  esemplari con la famosa bandierina del produttore che vengono dalle vetrine dei collezionisti. Vado a caccia dell’ inserzione poco professionale, senza numero di serie con le foto sfocate e fatte senza cura. Mi faccio una cultura, segno i numeri del modello, le ricerco e le paragono. Foto fatto con cellulare e flash, a differenza di scatti fatti con attenzione e cura … per fortuna sono su Ebay.de. Su quella italiana non c’è molto mercato. Prima di natale l’offerta aumenta, imparo a valutare le aste e trovarne tanti senza spendere una fortuna.

Scopro altri produttori e riprendo una passione vissuta in infanzia: leggevo Konrad Lorenz a 12 anni e da Grande volevo fare la Biologa. Studio con passione questo mondo ricco di animali che non sospettavo esistessero – dalla scimmia Chap Mei al Capybara.

Noto le mie preferenze, non vorrei cavalli, cani e dinosauri, ma piuttosto animali selvaggi come tapiro e sciacallo  e mammiferi piccoli poco appariscenti, come orsetto lavatore tasso.

For the work “Melting Pot” http://www.fotokorth.de/work/melting-pot/ I was looking for animals to be included in collage with industrial context. In an internet search I came up to the series of “Schleich”. I had not noticed, but my three favorite – the okapi was joined by a zebra and finally by a wolf – are part of this great family of german figurines. A whole world awaited my exploration.

I see pictures posted online to sell toys of grown up children. They make me smile –  the shots on the dining table, on the floor and on the sofa. There are photos made by figurine collectors, perfectly acclimatized in nature. Others opt for monochromatic backgrounds and offer three perspectives.

I find shots of animals lying on the back showing the brand under the belly. They seem shocking allusions to the risk of extinction of many species. I sharpen my eye and I go in search of quality shots, with good light and resolution. Some make me burst with laughter because of the unintentionally funny postures. I get the idea to create works that make you smile at first glance and then provoke a reflection on the ambiguous and complex role that animals today play in our society. An example for this vast field, it is a thought of Richard David Precht: “Some rabbits are lucky enough to live under the table and die a natural death – including tears and a grave in the garden, others have the misfortune to end up on our plate “.

Day by day I see more, I fall in love with “long lived” animals, scratched and discolored. In the jargon of the auction they are called: bespielt and replica. In my eyes they are more vital than new ones, perfect with the line of the mold under the belly, they have acquired uniqueness. They are the survivors. Their expression varies from suffering to pride and unintentionally funny. I try to buy a few. The search just with the criterion “bespielt” – played. Sometimes they cost less, unlike specimens with the famous manufacturer flag offered from collectors shops. I hunt for the unprofessional insertion, no serial number with blurry photos and made without care. I learn and study, take notes of the model numbers, I research and I compare. Photos made with mobile phone and flash, unlike shots made with care and attention … luckily I have access to Ebay.de. On the Italian market there is not much. Before Christmas the offer increases, I learn to evaluate auctions and find many animals without spending a fortune.

I discover other manufacturers and renew a passion lived in childhood: I read Konrad Lorenz when I was 12 and wanted to be a biologist when I am grown up. Passionately I study this world full of animals, some I did not even suspect existed – from the monkey Chap Mei to Capybara.

Observing my preferences, I do not choose horses, dogs and dinosaurs, but rather wild animals like tapir and jackal and small unobtrusive mammals like the raccoons.

Wielding scissors and glue, Dada artists innovated with collage

Fancy Young Lady- Dada
Fancy Young Lady- Dada

Dada … they were also experimental, provocatively re-imagining what art and art making could be. Using unorthodox materials and chance-based procedures, they infused their work with spontaneity and irreverence. Wielding scissors and glue, Dada artists innovated with collage and photomontage. Still others explored games, experimental theater, and performance. A central figure, Marcel Duchamp, declared common, manufactured goods to be readymade artworks, radically challenging the notion of a work of art as something beautiful made by a technically skilled artist.

What’s in a Name?
Participants claimed various, often humorous definitions of “Dada”—“Dada is irony,” “Dada is anti-art,” “Dada will kick you in the behind”—though the word itself is a nonsense utterance. As the story goes, the name Dada was either chosen at random by stabbing a knife into a dictionary, or consciously selected for a variety of connotations in different languages—French for “hobbyhorse” or Russian for “yes, yes.”

(Moma Museum New York)