progetto Habitat – 11 – Checkpoint Charlie – Vintage

backstage – sul mio tavolo si creano degli incontri. Pinguino meets Berlin Wall. Foto vintage del Checkpoint Charlie a Berlin sono emerse dal mio archivio …

backstage – progetto Habitat – Checkpoint Charlie Berlin

backstage – encounters on my table. Penguin meets Berlin Wall. Vintage photos of Checkpoint Charlie in Berlin emerged from my archives …

progetto Habitat – 09 – backstage – slideshow

Ho fatto uno slideshow del backstage, una bozza, una prova, per avere un’ idea di come  si possa realizzare un video che racconta il percorso creativo. Ci vorrà una postproduzione professionale, audio con musica e/o voce che commenta.

watch the video on Vimeo

Oggi ho selezionato le foto per il video ed era un strana sensazione di scorrere le immagini delle ultime settimane – la fase dello brainstorming. Vietato vietare – e anche vietato di autocensurarmi. Via libera al gioco senza limiti. Dopo ci sarà il momento per valutare, scartare, selezionare, condensare e perfezionare.

Qualcuno ha detto:

” Bisogna tornare bambini, ma bambini dentro un adulto per poter accedere al momento creativo”

I made a slideshow of backstage footage, a draft, a test, to have an idea of how you can make a video that takes about the creative path. It will need a professional post-production, audio with music and / or voice comments. Watch the video on Vimeo   https://vimeo.com/196970313

Selecting the photos for the video it was a strange feeling to scroll through the images of the last few weeks – the phase of brainstorming. It is forbidden to forbid – and also banned is any form of self censorship. On the other hand, green light to play mode without limits. Later there will be time to evaluate, reject, select, condense and refine.

Someone said:

“We need to return children, but children inside an adult

to access the creative moment “

progetto Habitat – 05 – bianco e nero – black and white?

A colori, o in Bianco e Nero? So che non vorrei colori troppo reali, sgargianti, digitali. Per 25 anni ho fotografato rigorosamente in bianco e nero, il colore mi sembrava poco interessante, distraente. Invece mi piace aggiungere i miei colori, colorazioni a mano di colori “sbagliati” cieli verdi e prati azzurri, mi rilassa e mi dà gioia nelle mie serate senza Tv. In questi giorni colorare i mandala per riconnettersi con se stesso è la scoperta del secolo, cura davvero l’ anima.

Lupus Lunaticus

In digitale cerco una soluzione. La moda del colore desaturato mi disturba, usare bianco e nero e colore parziale insieme? Ci farò una prova.

Odio il verde – forse un residuo del mio rifiuto di rappresentare la natura cosi come è – non lo so, vedo che nelle composizioni mi disturba. Benvenuti sono il celeste e il color sabbia. Guarderò in cerca di aiuto i miei pittori preferiti – Paul Klee, Max Ernst, Marc Chagall e Henri Matisse.

Color, or black and white? I don’t want bright, digital, too real colors. For 25 years I have photographed strictly in black and white, the color didn’ interest me, it  seemed only distracting. Instead I always liked to add my own personal colors, hand colored patiently adding “wrong” colors: Painting green skies and blue fields, relaxes me and gives me joy in my evenings without TV. These days color the mandala to reconnect with oneself seems to be the discovery of the century , it really cures the soul. Digitally I am seeking for a solution. The fashion of unsaturated color bothers me – if I use black and white and partial color together? I’ll make a test.

I hate green – perhaps a residue of my refusal to represent nature just as it is – I do not know, I notice that in my images it disturbs me. Welcome are light blue and sand color. I will look for help and do research with my favorite artists – Paul Klee, Max Ernst, Marc Chagall and Henri Matisse.

progetto Habitat – 04 – carta gialla, quinte di sabbia – sand dunes

Passo varie fasi preliminari. Still life con carta da pacco, figure ritagliate e elementi naturali. La carta da pacco è un elemento molto stimolante. Mi capita in forma di imballaggio dei animali e libri. Alle feste popolare sotto il piatto, la famosa carta gialla. Mi piace a tal punto che mi regalano una pila di trenta fogli. 

Ornitoryntus Fiorentinus

Come fondale queste carte hanno un aspetto caldo, ricordano la sabbia del deserto e la spiaggia. Quando la mattina arriva in studio la luce del sole diventa ancora più calda. Spesso noto con la coda del occhio un dettaglio illuminato e la sua ombra, un immagine laterale che fa nascere un idea.

Mi incanto a fotografare le pieghe di carta, tutte uniche e irripetibili. Ci vedo paesaggi che possono ospitare le mie scene.

Le quinte con la carta gialla mi permettono di essere più libera nella composizione, più regista del pezzo teatrale. Finalmente posso ridurre, aspiro al minimo indispensabile. Al momento sento la necessità di composizioni minimaliste.

White stork – Ciconia ciconia

I advance through various preliminary stages. Still life with wrapping paper, cut out figures and natural elements. The wrapping paper is a very exciting material. It arrives in the form of packaging of the animals and books. In the restaurant I happen to find it under my plate, the famous Italian yellow paper table cloth. I like it so much that the host gives me a stack of thirty sheets.

Used as backdrops these papers have a warm feeling, reminiscent of the desert sand and the beach. When morning sunlight comes in the studio it is getting even warmer. Often it is a quick side glance, a lighted detail and its shadow, a kind of half seen lateral view that gives birth to an idea.

Entranced I photograph the folds of paper, all unique and unrepeatable. I discover landscapes that could accommodate my scenes.

The sceneries with the yellow paper allow me to be more free in the composition, more in charge of the theater play. Finally I can reduce, I aspire to cut down to a minimum. At the moment I feel the need of a minimalist composition.

Progetto Habitat – 02 – da dove nasce? Where does the story begin?

Come è cominciato? Alcuni anni fa. Non riesco a resistere, sono incuriosita dalla attrazione che sprigiona un asino in un negozio. Sono entrata a comprare un regalo per la nipotina di 3 anni. Non resisto allo charme di un okapi. Lo acquisto per me. Me lo tengo in studio, ogni tanto lo metto in tasca quando vado fuori e scatto delle foto, alla maniera di CRM – Collage Ready Made. Un concetto che mi è caro, il principio del collage usato insieme con lo scatto fotografico istantaneo. Rimango colpita dal risultato imprevedibile e meraviglioso che ottengo quando piazzo la figurina davanti a varie scenografie. Nasce una serie dove tengo l’okapi in mano. Mi ricorda una serie di immagini con i “tesori della spiaggia” Strandgut. Objet trouvé.


Le uso per combinare in una foto un pensiero latente. Fotografando lo lego all’ oggetto trovato, spesso tenendolo in mano, davanti ad una scena, uno sfondo – in questo caso il mare – che  lo mette in discussione o lo rafforza. Un cellulare che scatta foto di buona qualità è un attrezzo indispensabile, perché lo porto sempre con me come una penna e racconto anche i contesti.

 

How did it start? Some years ago. I’m captured by the magnetic attraction of a donkey in a store window. Going inside to buy a gift for my niece, a  3 years old,  I cannot resist the charm of an okapi. I purchase it for myself. I keep it in the studio, sometimes I put it in my pocket when I go out and snap pictures in the manner of CRM – Collage Ready Made. A concept that is dear to me, the principle of collage used in conjunction with the instant photo shooting. I am struck by the unexpected and wonderful results I get when I place the figure in front of various backgrounds. A series is born where I keep the okapi in hand. It reminds me of a body of work with the “treasures of the beach” Strandgut. Objet trouvé.

I use them to translate a latent thought into a picture. Photographing I connect the half known thought to the found object, often holding it in my hand, in front of a scenery, a background – in this case the sea – which asks questions or suggests answers. A cell phone that takes good quality photos is an ideal tool, because I can always carry it in my pocket like a pencil. This way I show the context, too.